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Referendum No Green Pass
21 Settembre 2021

Come usare le Marche Temporali nei referendum online: il caso del Referendum No Green pass

Con un emendamento al decreto Semplificazioni, in Italia è stata introdotta la possibilità di sottoscrivere online referendum nazionali e leggi di iniziativa popolare.

Una novità di cui in queste settimane si parla tanto, per via del successo delle proposte di referendum avanzate recentemente; in particolare, quelle sull’eutanasia legale e la legalizzazione della cannabis (promosse da diverse associazioni, movimenti e partiti, come l'Associazione Luca Coscioni), che in pochissimo tempo hanno ampiamente superato il limite di 500.000 firme richiesto.

È la dimostrazione che questo sistema di democrazia diretta sta diventando sempre più popolare, e sembra sostituirsi al metodo tradizionale di raccolta firme, che finora consisteva nell'allestimento di banchetti nelle città e l'utilizzo di moduli cartacei.

Ma come funziona la raccolta firme online e quali sono gli strumenti a disposizione del cittadino per l'autenticazione digitale?

Rispondiamo a queste domande prendendo in esame il caso dell'ultima proposta di referendum lanciata sul web: quella per l'eliminazione del Green Pass, in risposta alla decisione del Governo di rendere obbligatorio il Certificato Vaccinale per i lavoratori pubblici e privati dal 15 Ottobre. Vedremo in particolare come utilizzare la marca temporale per la validazione dei moduli referendari.

Caso Referendum No Green pass: la novità della Marca Temporale

L'iniziativa del No Green Pass è partita il 18 Settembre, su proposta di un avvocato e alcuni docenti universitari, tra i cui nomi spiccano quelli dell’avvocato Olga Milanese, del professor Luca Marini, del professor Francesco Benozzo, oltre a quello dell'ex consigliere di amministrazione della Rai Carlo Freccero.

L'obiettivo è quello di raggiungere il tetto delle 500.000 firme entro il 30 settembre, per poter poi celebrare il referendum nella primavera del 2022. Per scoprire le ragioni del referendum e leggere i quattro quesiti proposti ti rimandiamo al sito ufficiale www.referendumnogreenpass.it, di seguito vedremo le modalità attraverso cui validare la propria firma.

La procedura di raccolta firme online per il No Green Pass si differenzia dalle altre proposte referendarie (es. Eutanasia Legale), perché non si svolge all'interno di una piattaforma gratuita, e di conseguenza non è sufficiente accedere con il solo SPID.

Per l'autenticazione della firma è necessario dotarsi in particolare di altri due strumenti: la Firma Digitale e la Marca Temporale.

Nello specifico (come indicato anche sul sito) il primo passo da compiere è quello di scaricare e compilare quattro moduli.

Dopodiché, si passa alla firma vera e propria. Per farlo bisogna essere in possesso della Firma Digitale, e se il dispositivo di firma lo consente, in seconda battuta si procede con l’apposizione della Marca Temporale. Vediamo allora cos'è la Marca Temporale e come utilizzarla nel referendum sull'eliminazione del Green Pass.

Cos'è e come apporre la Marca Temporale nel Referendum No Green Pass

La Marca Temporale è un servizio che permette di associare data e ora certe e legalmente valide a un documento informatico (in questo caso il modulo referendario), garantendone la validità nel tempo.

Nel caso del Referendum No Green Pass, va utilizzata se si dispone dell'email ma non della PEC, perché questo è l'unico modo per associare un riferimento temporale certo al modulo referendario.

Su Marchetemporali.net hai la possibilità di utilizzare marche temporali singole, senza dover acquistare pacchetti di marche né disporre di alcun software. Una volta sul sito, per apporre la marca temporale basta seguire questi semplici passaggi:

1. CARICA IL FILE del modulo referendario (formati supportati: DOCX/PDF/JPG/PNG): è possibile marcare più documenti contemporaneamente

2. VERIFICA E CONFERMA (controlla le informazioni necessarie per Marcare il documento e renderlo "unico")

3. SCEGLI IL SERVIZIO (puoi scegliere i servizi facoltativi di Stampa ed Invio per Raccomandata a casa)

4. EFFETTUA IL PAGAMENTO

Per i passaggi finali di invio dei documenti firmati ti rimandiamo alle indicazioni contenute nel sito ufficiale del Referendum.

 

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MARCA IL TUO DOCUMENTO

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  • di Francesca Columbu
Data e orario certo su un documento
22 Agosto 2019

Data e orario certo su un documento

Un esempio di utilità della marca temporale è riconducibile a un caso avvenuto di recente presso il Tribunale di Bergamo, il quale aveva ritenuto non provata l’esistenza di un rapporto lavorativo perché i documenti presentati in istanza erano privi di una data certa, per cui non possedevano valore legale ai fini della causa in corso.

Il ricorrente affermava invece di aver prodotto dei documenti informatici con una stampa della certificazione in formato cartaceo in cui si faceva chiaramente riferimento all’apposizione avvenuta della marca temporale con la data e l’orario certi. La causa in corso di conseguenza è stata risolta in breve tempo, ritenendo fondato il motivo di ricorso e dando torto al Tribunale di Bergamo.

La Cassazione ha pertanto dichiarato che la marcatura temporale ha una sua validità giuridica e dà una garanzia di sicurezza e validità nel tempo al documento sul quale è apposta, firmandolo in maniera digitale e associando a esso una data e orario certi.

In conclusione, il Tribunale di Bergamo era dunque in errore, poiché stava violando chiaramente la normativa vigente che attribuisce valore legale alla marcatura temporale, un processo che garantisce la certezza della data e dell’orario di generazione del documento e che contiene informazioni controllate e approvate in precedenza anche da un Ente Certificatore Accreditato.

La marca temporale attesta quindi l’istante in cui il documento è stato creato.Nel momento in cui l’utente inserisce la marca temporale, tutte le informazioni vengono inviate immediatamente all’Ente Certificatore Accreditato, che ne verifica la correttezza, genera la marca temporale e la restituisce all’utente firmatario.

Quindi utilizzando in pochi secondi www.marchetemporali.net darete validità legale e data certa a un documento e vi proteggete da costosi problemi.

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  • di Luca Scuriatti
  • di Simone Desantis
20 Aprile 2018

Come tutelare la propria creatività? I migliori modi per ottenere una prova di tempo legalmente certa

La legge sul diritto d’autore stabilisce che l’autore diventa titolare dei diritti d’autore nel momento stesso in cui crea l’opera (o meglio, come dice la dottrina giuridica nel momento in cui questa opera “entra nel mondo reale”), e che la collettività presume autore chi è indicato come tale nell’uso dell’opera stessa.

Il primo consiglio che si può dare a un creativo, quindi, è sempre di indicarsi come autore in ogni forma d’uso dell’opera stessa: quando la esegue dal vivo, mettendo il proprio nome sugli esemplari (spartiti, disegni, cd), quando la carica in Internet, dividendo specificatamente il contributo musicale da quello del testo (testo di, musica di…).

Non essendoci alcuna formalità costitutiva del diritto, è però prudente che l’autore si tuteli ottenendo una prova di tempo legalmente certa. Il concetto giuridico, fondamentalmente, è il seguente “se riesco a dimostrare che quell’opera era in mio possesso quel giorno a quell’ora, e nessuno riesce a dimostrare di averne avuto il possesso antecedentemente, allora è chiaro che è di mia paternità”.

Posto che il plagio-contraffazione (cioè prendere un frammento di un’opera e inserirlo nella propria, spacciandolo come di propria creazione) è un fenomeno assai raro in giurisprudenza, a causa della mancanza di originalità/novità di brevi sequenze, oramai già presenti nella storia dell’arte, il plagio-usurpazione (cioè l’appropriazione dell’intera paternità dell’opera) è sempre possibile. È pertanto assai sconsigliabile fare circolare la propria arte senza avere ottenuto prima una prova di paternità: è un po’ correre un rischio.

Per questa ragione vi presentiamo i più comuni strumenti adottati dai creativi per ottenere una prova di tempo certa, legalmente spendibile in caso di “furto” di paternità:

– Il deposito alla Sezione di appartenenza in SIAE (ad esempio per i compositori, la Sezione Musica);

– I servizi di marcatura temporale;

– Il Servizio Deposito Opere Inedite, gestito dalla sezione OLAF della SIAE.

 

In questo senso, quindi non vi è alcuna incompatibilità tra l’ottenimento di una prova di tempo certa, ad esempio attraverso un servizio di marcatura temporale, e la scelta della gestione, individuale o collettiva, del proprio repertorio, posto che, come detto, che ha dato mandato a SIAE per la gestione del proprio repertorio ottiene già, all’atto di deposito dei brani, una prova di tempo legalmente spendibile.

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  • di Simone Desantis
  • di Luca Scuriatti

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Recensioni

  • 4.51
  • 56 recensioni
  • 5/5
Recensito il: 21/09/2021

IL SERVIZIO È STATO IMPECCABILE VELOCE E DI GRANDE PROFESSIONALITÀ. GRAZIE

  • 5/5
Recensito il: 22/09/2021

Rapido e molto economico!

  • 5/5
Recensito il: 29/09/2021

Ha funzionato tutto perfettamente